Tabù e "politically incorrect"
Beda Romano spiega bene questi segni di cambiamento che i casi Steinbach e Sarrazin hanno messo in moto.
Appena ho tempo ci ritorno sopra anch'io (nel caso interessi a qualcuno).
Beda Romano spiega bene questi segni di cambiamento che i casi Steinbach e Sarrazin hanno messo in moto.
Appena ho tempo ci ritorno sopra anch'io (nel caso interessi a qualcuno).
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Ho letto in rete di alcuni strafalcioni nelle traduzioni inglese e francese del sito italia.it e così sono andato a dare una sbirciatina anche a quella tedesca. Ecco alcuni begli esemplari della galleria degli orrori:
Ho poi controllato l'Emilia Romagna, la mia regione, e devo dire che spero che nessun tedesco capiti su queste pagine, perché si fa quasi prima a contare le parole giuste piuttosto che quelle sbagliate.
Qui un riassunto casuale:
sotto Erlebe Italien > Emilia Romagna > Beschreibung:
Ma passiamo a quello che c'è da vedere. Allacciate le cinture perché ho trovato cose che voi umani...
Sotto Erlebe Italien > Emilia Romana > Was sehen:
Dopo queste scoperte che rivoluzionano la storia mondiale dell'arte decido di fermarmi. Per oggi non ce la faccio a sopportare di più.
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Ho letto e condivido le interpretazioni di Walking classe di Germanynews sulle elezioni del presidente della repubblica tedesca del 30 giugno 2010.
Non voglio qui dilungarmi ulteriormente sulle due scoppole incassate dalla cancelliera Merkel, di cui si è discusso e parlato anche nella stampa tradizioneale, ma ritornare ad analizzare il comportamento di quell'altra forza politica che, a detta di tutti (e anche a mio parere) esce sconfitta da queste elezioni: die Linke.
Il comportamento tenuto dal partito non mi sembra logicamente spiegabile. Dopo aver rifiutato in maniera categorica di sostenere la candidatuar di Gauck, il partito di estrema sinistra ha votato compatto per la propria candidata, l'ex giornalista Luc Jochimsen, nelle prime due tornate, per poi ritirare la propria candidata e consigliare ai propri membri l'astensione nella terza votazione.
Platzeck, governatore in Brandeburgo a capo di una coalizione tra die Linke e i socialdemocratici, ha detto in un'intervista poco dopo la chiusura della terza votazione (nella fretta non riesco a trovare il video dell'ARD-Brennpunkt con l'iontervista) e prima dello spoglio che la scelta della Linke di ritirare il proprio candidato e dare libertà di voto ai propri delegati consigliando l'astensione era da considerare un passo avanti. Effettivamente dopo aver dichiarato per settimane che non avrebbero mai sostenuto Gauck, non avrebbero potuto certo cambiare idea alla terza votazione senza perdere politicamente la faccia. Nell'analisi da Realpolitiker di Platzek, quindi, questa scelta di Gysi e soci va interpretata come lo sforzo massimo che la direzione dei Linke poteva fare per venire incontro alle forze progressiste dei verdi e dei socialdemocratici.
Ritirando la propria candidata e consigliando l'astensione, però, i dirigenti della Linke si sono esposti ad un rischio enorme: quello di trovarsi, a conti fatti, con il partito spaccato tra quelli che, nello scrutinio segreto, avrebbero potuto appoggiare il male minore (Gauck) e quelli che, per principio, avrebbero rifiutato il compromesso favorendo così il male maggiore (Wulff).
Non so spiegarmi quale sia il calcolo politico che c'è stato dietro questa scelta, che, alla fine, dal punto di vista della Linke ha pagato, perché i delegati si sono astenuti in blocco, ma ha esposto per alcune ore i vertiti della forza parlamentare di estrema sinistra alla possibilità di una scoppola che avrebbe fatto concorrenza alle due incassate da Frau Merkel.
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È presto per esprimere giudizi e per capire se il presidente della repubblica tedesca Köhler si è dimesso veramente per la reazione seguita alla sua intervista sull'intervento militare della Germania nei quattro angoli del pianeta oppure se ci sono altri motivi.
Per dare però l'idea ci tengo a tradurre il passo incriminato dell'intervista.
In meiner Einschätzung sind wir insgesamt auf dem Wege, in der Breite der Gesellschaft zu verstehen, dass ein Land unserer Größe, mit dieser Außenhandelsabhängigkeit, auch wissen muss, dass im Zweifel, im Notfall auch militärischer Einsatz notwendig ist, um unsere Interessen zu wahren - zum Beispiel freie Handelswege, zum Beispiel ganze regionale Instabilitäten zu verhindern, die mit Sicherheit dann auch negativ auf unsere Chancen zurückschlagen, bei uns durch Handel Arbeitsplätze und Einkommen zu sichern. Alles das soll diskutiert werden - und ich glaube, wir sind auf einem nicht so schlechten Weg.
Quella che segue è la traduzione, fedele nel senso, ma abbastanza libera nella sintassi e nell'idiomatica per rendere leggibile un passaggio non proprio lineare:
[Per me siamo sul punto di capire, negli strati più ampi della nostra società, che un Paese della nostra grandezza, di fronte a questa interdipendenza nel commercio estero, deve anche sapere che nel dubbio, nella necessità anche un'impegno militare è necessario per difendere i nostri interessi - ad esempio la libertà delle rotte commerciali, ad esempio impedendo l'instabilità di intere regioni, fatti che sicuramente hanno un impatto negativo sulle nostre possibilità di assicurare qui da noi, attraverso il commercio, posti di lavoro e stipendi. Tutto va discusso - e io credo che siamo ad un punto che non è poi così malvagio.]
E intanto si sono aperti i giochi per le nuove elezioni. Io un'idea su chi potrebbe essere il prossimo presidente ce l'avrei. Chissà se, con sei anni di ritardo, questa volta ce la fa...
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Nel talk show "Hart aber fair" l'eurodeputata liberale Silvana Koch-Mehrin, alla richiesta del presentatore di provare ad indovinare di quanto è cresciuto il debito della Germania durante i 75 minuti della trasmissione risponde: 6000 Euro. Come si dice in tedesco: "Knapp daneben" ...
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Dunque ricapitoliamo:
Insomma, come se in una famiglia il padre desse alla madre dei soldi perché lei li passi al figlio maggiore così che quest'ultimo li possa girare al figlio minore che, finalmente, potrà saldare il suo debito con il padre.
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