giovedì 24 aprile 2008

Si ricomincia...

Gli italiani hanno votato. I tedeschi non l'hanno capita.


Catullianamente non interpretor. Sed fieri sentior et excrucior

video

(Video tratto dalla trasmissione satirica Extra 3 della NDR)

Cosa fai domani?

Daniele Silvestri in Germania


Faccio volentieri un po' di pubblicità ad una serie di concerti di Daniele Silvestri qui in Germania. A differenza di altri cantanti italiani, che sembra che in questi mesi abbiano scoperto tutti improvvisamente questo paese (a questo non potevo proprio mancare), la tournee di Daniele Silvestri è fatta in economia e con il solo apporto e la sola organizzazione di privati. Niente promotion alle spalle e quindi, credo, un po' di meritata (per quanto piccola e insignificante) promotion da parte nostra, se non altro come piccolo ringraziamento a quanti si sono impegnati a farlo venire in terra di Krukkonia e nel loro piccolo si sforzano di far conoscere ai tedeschi un po' di cultura italiana "vera".

Ecco le date:

  • 25.04.08 BERLIN,Maschinenhaus/Kulturbrauerei (Info)
  • 28.04.08 ERLANGEN, E-Werk/Klubbühne (Info)
  • 29.04.08 MÜNCHEN, Georg Elser Halle (Info)

martedì 1 aprile 2008

La televisione pubblica si guarda online

Tutti i canali della televisione pubblica fruibili via P2P-TV

A partire da oggi Zattoo ha aggiunto alla lista dei propri canali tutti i programmi della televisine pubblica tedesca, cioè il palinsesto di ARD, ZDF e dei terzi canali.

Zattoo

Zattoo è un programma che permette di guardare in diretta i programmi dei canali televisivi delle emittenti che hanno aderito all'iniziativa. Fino a poco tempo fa Zattoo, che sfrutta la tecnologia del traferimento dati P2P, aveva raggiunto accordi per la diffusione del programma di varie emittenti. I grandi programmi nazionali, come i privati RTL o ProSieben rimangono fuori dall'offerta, ma da oggi è disponibile la televisione pubblica. Il programma è gratuito, la qualità è discreta, la usability è ottima. Dalla Homepage sono scaricabili versioni per i maggiori sistemi operativi (Windows, Mac e Linux).

Stando a quanto riportato da Heise, uno dei maggiori portali di informazione nel settore della tecnologia, Zattoo ha firmato un accordo con i canali del settore pubblico al momento limitato ad un anno, alla fine del quale ARD e ZDF sperano di aver raccolto un feedback sufficiente per capire quanto e in che modo investire nello sviluppo di questa tecnologia per la diffusione dei propri contenuti.

Ratzinger: Maria non era vergine

Clamorosa rivelazione del papa in un documento pubblicato oggi


Stando ad alcune indiscrezioni che circolano da qualche giorno, oggi papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Cardinal Ratzinger, dovrebbe dare alle stampe la sua nuova enciclica Virgo Animae.
A quanto si vocifera il documento pontificio affermerebbe che "la verginità della madonna, intesa dai più in senso rigido e fisico, va considerata come paradigma più grande di una scelta di purezza interiore, al di là della sua accertabilità storica. Il dono di Maria è dono cristiano, quindi universale. È la purezza del dono di sé che cancella la macchia del peccato originale."
Se confermato, potrebbe essere l'inizio di una nuova era nella cristianità.

mercoledì 19 marzo 2008

Il prof copia: premiato

Plagio per un professore dell'università di Bonn: per punizione lavorerà meno


Lo Spiegel riporta la vicenda curiosa di un professore dell'istituto di slavistica dell'università di Bonn, che è stato accusato di aver copiato, per una propria pubblicazione, un articolo di una sua studentessa.
L'università ha scelto di usare la mano pesante e di non accontentarsi di semplici e inutili scuse pubbliche. Peccato che la punizione inflitta per il plagio sia in realtà un enorme regalo al professore in questione: gli è stata tolta la facoltà di esaminare gli studenti e di disporre delle finanze dell'istituto, ma il suo stipendio non cambia. Lavorerà di meno e prenderà uguale. Insomma, per un plagio gli hanno aumentato lo stipendio!

domenica 9 marzo 2008

Leggi che traballano

Legge antifumo e salario minimo dei postini: quando il popolo non c'entra

Foto: www.sueddeutsche.de

Che le lobby di ogni ordine e grado svolgano da sempre un ruolo importante nel processo legislativo di un parlamento è un dato di fatto su cui, credo, tutti siamo d'accordo.

A volte però capita che gli interessi delle parti si combinino in modo bizzarro e producano risultati strambi.

Due di questi risultati riguardano leggi che hanno fatto molto discutere e che ora per motivi diversi, rischiano odi essere riviste: la legge antifumo in Baviera e il salario minimo per i postini.

Baviera: dietrofront su fumo dopo le elezioni

In Baviera la CSU ha scelto di scaricare la responsabilità della propria sconfitta elettorale nelle consultazioni amministrative di alcuni giorni fa sulla legge antifumo entrata in vigore all'inizio di quest'anno. Così, a quanto pare, il fumo tornerà permesso almeno nei tendoni delle grandi feste popolari come l'Oktober Fest. In realtà la stragrande maggioranza dei bavaresi è a favore dell'attuale regolamentazione in materia. La proposta di legge, però era stata una delle più contestate all'interno del partito di governo della Baviera, dove molti sono sensibili alle pressioni dei gestori e proprietari di locali e degli organizzatori della più grande festa popolare del mondo, preoccupati, più che della salute dei propri dipendenti e dei propri clienti, di quella del proprio portafogli.  
Inoltre l'uscita di scena di Stoiber, l'ex padre-padrone della CSU bavarese, ha dato il via libera ad una serie di scosse di assestamento che servono a ristabilire l'equilibrio all'interno del partito: dalla guerra del fumo dipendono poltrone e potere, soprattutto in vista delle elezioni regionali del prossimo autunno.

Il salario minimo dei postini: quella strana alleanza fra SPD, sindacati e grande industria

È di poche ora fa la notizia che il tribunale amministrativo di Berlino ha dichiarato non ammissibile il salario minimo concordato dai rappresentanti dell'industria logistica e il sindacato Ver.Di alla fine dello scorso anno. Come aveva fatto notare già Alessandro Alviani su Ecogermania, l'estensione del salario minimo a tutti gli impiegati del settore e non solo ai dipendenti di Deutsche Post proprio poco prima dell'apertura completa del mercato postale aveva già suscitato polemiche in quanto tra le parti sedute al tavolo di contrattazione erano praticamente assenti i concorrenti dell'ex monopolista di stato, il cui ex amministratore delegato, Zumwinkel, aveva da mesi preteso un salario minimo per il settore. Questa sua richiesta rispondeva principalmente al bisogno della sua azienda di proteggersi nei confronti della concorrenza, che si vede ora costretta a pagare salari più alti, e aveva incontrato naturalmente il favore della SPD, alla ricerca di un campo di battaglia dove ridar vita alla propria componente sociale e di attenzione al mondo dei lavoratori e ai sindacati di settore. I concorrenti di Deutsche Post, però, hanno fatto causa. Il tribunale di Berlino sembra, per il momento, dargli ragione.

sabato 8 marzo 2008

Italiani nella scuola tedesca: i dati

Qualche cifra per riflettere sul problema

Da mesi mi riprometto di pubblicare un po' di dati sul(l'in)successo scolastico dei ragazzi di origine italiana nella scuola tedesca. Al problema del basso livello di istruzione dei nostri connazionali nelle aule della Bundesrepublik si è accennato più volte e in più sedi, anche in questo blog. Spesso ci si è limitati a dare opinioni senza fornire numeri e cifre che potessero costituire una base per un ragionamento più legato al problema reale e meno alle ideologie. Con il poco tempo a mia disposizione vorrei ora provare a cominciare a colmare questa lacuna.

Tutti i dati citati in questo post, se non esplicitamente indicato, sono presi dal documento della commissione per la migrazione, gli esuli e l'integrazione del governo della Repubblica Federale Tedesca del 2004, accessibile qui in formato .pdf.

Lo studio in questione analizza la presenza e il successo della componente straniera in relazione a quella tedesca nelle strutture scolastiche di ogni grado e livello.

Dati generali

Formazione prescolare

Nel 2004 la percentuale di bambini stranieri sul totale degli iscritti a strutture educative prescolari era di quasi il 25%. Vuol dire che negli asili della Germania un bambino su 4 è di origine straniera. L'ufficio federale per le statistiche riporta per lo stesso anno una percentuale di stranieri sul totale della popolazione residente in Germania dell'8,8% [Fonte: Statistische Ämter des Bundes und der Länder], ciò significa che gli stranieri portano i loro bambini negli asili e nei nidi in misura percentualmente molto maggiore rispetto ai tedeschi.

Formazione scolastica

Nella scuola elementare si è notata negli ultimi 12 anni una diminuzione in termini assoluti dei ragazzi tedeschi: erano più di 3.106.000 nel 1992 e sono diventati 2.777.462 nel 2004. In maniera inversamente proporzionale sono cresciuti invece i ragazzi stranieri in questo tipo di scuola: da 313.163 nel 1992 a 369.417 dodici anni dopo.
Nello stesso periodo queste sono le cifre per alcuni altri tipi di scuole:

[La percentuale che manca al 100% è formata da ragazzi che frequentano altri tipi di scuole]

In questo schema sono presenti la scuola elementare [Grundschule], le tre scuole secondarie [istituto professionale: Hauptschule / istituto tecnico: Realschule / liceo: Gymnasium] e la Sonderschule, una scuola speciale per ragazzi che non sono integrabili negli altri istituti (soprattutto portatori di handicap e ragazzi con gravi lacune linguistiche).
La distinzione qui fatta con il tentativo di corrispondenza al modello italiano necessità di alcune precisazioni: va ricordato che solo chi frequenta il liceo può poi iscriversi all'università e (opinione mia personale), la Hauptschule è, se possibile, di livello ancora inferiore agli istituti professionali come si conoscono in Italia.
Considerando il lavoro come una delle chiavi dell'integrazione e considerando che chi frequenta la Hauptschule ha tre possibilità su quattro di finire nel tunnel della disoccupazione, fa pensare la cifra del 21,1% di stranieri in questo tipo di scuola. Al contrario va fatto notare che nonostante tutti gli interventi a vari livelli la percentuale di studenti stranieri sul totale nelle classi di liceo è addirittura diminuita nel periodo preso in considerazione.
A questo si aggiunga il dato dei ragazzi che non portano a termine il loro corso di studi: nel 2003 i ragazzi tedeschi senza nessun titolo di studio erano il 7% del totale contro quasi il 20% dei ragazzi stranieri. Nello stesso anno i tedeschi con un diploma di istituto professionale (Hauptschule) erano circa il 25%, mentre i parigrado stranieri erano più del 41%. Sulla sponda opposta i tedeschi in possesso di un dilpoma che gli permettesse di accedere all'istruzione universitaria o parauniversitaria erano quasi il 26% contro il 10,2% dei non tedeschi (qui la percentuale è addirittura peggiorata di uno 0,8% rispetto ai dati del 2000).

I dati dei ragazzi italiani

Vediamo ora i dati degli studenti di origine italiana nelle scuole tedesche. Nell'anno scolastico 2003/04, seguendo un trend ormai consolidato, quello italiano era il secondo gruppo etnico straniero più numeroso in Germania dopo quello turco (418.065): su quasi 10 milioni di alunni gli italiani erano 65.897; seguivano serbi e montenegrini (61.542) e greci (33.760).
Confrontando i dati dei ragazzi italiani con quelli degli stranieri in generale si vede subito che questi dati sono in negativi su tutti i fronti:
  • la percentuale di italiani (26,9%) nelle Hauptschulen è maggiore della media totale degli stranieri (21,1%)
  • la percentuale di ragazzi italiani (8,9%) nelle Sonderschulen è maggiore della media degli stranieri (7,1%)
  • la percentuale di ragazzi italiani (6,5%) nei licei è inferiore alla media degli stranieri (9,6%).
Questi dati, di per sé sconfortanti, sono ancora più allarmanti se si confrontano con alcuni paesi in specifico: i ragazzi di origine francese nelle Sonderschulen sono l'1,9%, mentre sono il 28,1% del totale dei francesi in età scolare quelli che riescono ad andare al liceo.
La percentuale degli italiani che finiscono alla Hauptschule è la più alta in assoluto tra tutte quelle delle nazionalità non tedesche. Limitandoci al liceo, invece, può essere utile portare ancora l'esempio di altri paesi mediterranei: se poco più di un italiano su venti riesce ad andare al liceo, sono invece più di uno su dieci i greci e quasi 1,5 su dieci gli spagnoli che ce la fanno (oltre ai già citati 3 francesi su dieci).