La grammatica della rivoluzione
Storia di due articoli e un verbo
In preparazione ai vent'anni della caduta del muro di Berlino vorrei presentarvi un esempio di come il cambiamento di una sola parola in una proposizione modifichi completamente il significato della proposizione stessa.

È quella che in tedesco viene definita die Wende in der Wende [la svolta nella svolta]. È la fine del tentativo di creare una vera repubblica tedesca socialista.
È difficile stabilire l'origine e la data di nascita di questo secondo slogan, il momento preciso della sostituzione dell'articolo, ma alcuni indizi lasciano intendere che dopo la caduta del muro ci fu un'opera di propaganda ben architettata, tramite la quale soprattutto la CDU di Helmut Kohl ha cercato - con successo - di far crescere dal basso l'aspettativa e l'attesa della riunificazione. Quel cambio di articolo significa quindi anche l'inizio della regolarizzazione della rivoluzione. Da questo momento tutto torna in mano alla politica. Si riprendono le redini del cavallo impazzito, si torna a fare la storia ai tavoli delle trattative. Gli slogan diventano parte del disegno politico della riunificazione, i manifestanti pedine inconsce del progetto fortemente voluto da Helmut Kohl. La piazza è il luogo dove quello che dovrà diventare un popolo solo si incontra, si conosce, si abbraccia, festeggia.
Oggi, vent'anni dopo, di quello slogan e di quell'atmosfera rimane poco. I tedeschi dell'est e quelli dell'ovest sono rimasti a distanza. Sono diversi e non sanno perché. Molti non ricordano di avere avuto una storia separata. Molti non sanno di avere avuto per qualche mese una storia congiunta. Alcuni, malinconici, ricordano. E intonano uno slogan sommesso.: "Wir waren ein Volk".